BILBAO — Teatro Arriaga

El Teatro Arriaga de Bilbao, cuyo director artístico es Emilio Sagi acogió el recital de arietas y canciones de Gioachino Rossini titulado Un rendez-vouz que pertenece a su colección de Péchés de vieillesse (Pecados de la vejez): la música que compuso durante sus últimos años en París. La espléndida interpretación de este grato recital correspondió a la mezzosoprano Anna Bonitatibus, reconocida intérprete de óperas de Rossini… .Al piano estuvo Marco Marzocchi, uno de los pocos pianistas que ha grabado en disco las obras para piano de Rossini, y que ofreció no sólo un sobresaliente acompañamiento sino que brilló en solitario en piezas para piano del compositor como ‘Petite Caprice’ (al estilo de Offenbach), ‘Una caresse à ma femme’ o el ‘Preludio para piano en Do mayor’ pertenecientes también a los “pecados de la vejez”. Mucho entusiasmo despertó este recital

Alberto Mondragón Pro Opera, 2013 2013
AMICI DELLA MUSICA — Ecco il Rossini di Marzocchi

Il tocco è raffinato, elegante. A tratti, etereo. Va dritto al cuore. Ammalia da subito, cercando un'atmosfera intima, sospesa. Lui è Marco Marzocchi. Uno dei pochi pianisti che cerca qualcosa. E il suo cercare è uno scavo intelligente rivolto all'essenza delle cose. Non cerca enfasi né effetti speciali. Il suo Rossini ha una luce velata di pathos, inaspettata. Ed è proprio Gioacchino Rossini il protagonista del suo recital l'altra sera a Palazzo De Nobili per gli Amici della musica di Catanzaro. L'interplay col pubblico è totale. Il programma di sala scorre senza soluzioni di continuità con estratti da “Miscellanée pour piano”, da “Quelques riens pour album”, passando per “Une caresse à ma femme”, bellissima .Musica poco nota e poco eseguita che per fortuna è racchiusa in un bel cd di Marzocchi: “Mon petit caprice -Rossini piano”, inciso per l’etichetta discografica Es-Dur. Due splendidi bis di Chopin hanno suggellato la speciale serata in note a Palazzo De Nobili: il “valzer op. 69 n. 2 e la Fantasia Improvviso”. Del resto, Rossini suonato da Marzocchi è ormai un binomio collaudato. Una menzione speciale merita anche la collaborazione tra il pianista e il mezzosoprano Anna Bonitatibus nell’incisione di un lavoro di ariette e canzoni interamente dedicato all’autore de “Il Barbiere di Siviglia”.

Cesare Migliaccio Il Quotidiano della Calabria, maggio 2013 2013.05.27
Mon petit Caprice

La musica per pianoforte rossiniana va oggi molto di moda tra i pianisti italiani, almeno in sala di registrazione. Alle integrali, in corso d’opera, di Alessandro Marangoni e di Marco Sollini su strumenti moderni e all’integrale, completa tata, di Paolo Giacometti su pianoforti d’epoca, si aggiunge ora questa interessante raccolta antologica registrata da Marco Marzocchi per l’etichetta tedesca Es-Dur.
E’ un’interpretazione frizzante e leggera, con pagine come Hachis romantique che hanno letteralmente l’argento vivo addosso. Il pianista romano sembra avere sotto le mani un pianoforte dell’epoca di Rossini, invece di un moderno Steinway. I tecnici del suono che hanno indubbiamente fatto un ottimo lavoro, però in questo caso quasi tutto dipende dall’interprete. Le sonorità che Marzocchi riesce ad ottenere, infatti, oltre che a un particolare attacco del tasto sono da mettere in relazione a un fraseggio fatto di piccole irregolarità, di improvvise e lievi accentuazioni, di continui micro-acclererandi che rendono particolarmente gustose queste pagine.
Pechés de vieillesse, le chiamava Rossini. Sono peccati musicalissimi, fioriti come per incanto nel deserto di un’ispirazione quasi inaridita dal disagio psichico e storico provato nei confronti della nuova estetica romantica. Rossini, sul Romanticismo, poteva al massimo fare dell’arguta ironia, come avviene nei due Rien qui registrati, quasi delle romanze senza parole di Mendelssohn ripensate alla luce di una sensibilità operistica tutta italiana e di un’eleganza francese.
Il Prélude è bizzarro e spiritato. La Tarantelle pur sang provocatoria e zoppicante; il fraseggio è sempre mosso, i tempi sono spesso molto rapidi, anche nelle pagine più liriche, come Une caresse à ma femme.
Se da un lato Marzocchi attenua il lirismo, dall’altro riesce a scavare sotto la superficie brillante di queste “nugae” rossiniane. Le interpretazioni di Giacometti su strumenti originali sono vivaci e frizzanti. Marzocchi sembra avere una bizzarria da ragazzaccio. Dei Pechés rossiniani un interprete deve saper cogliere l’ambiguità di fondo, evitando di cadere in un sentimentalismo di maniera o, all’opposto, in una brillantezza un po’ vacua. Ci sembra che Marco Marzocchi abbia saputo farlo, in modo ancora più consapevole di tanti altri pur validi interpreti rossiniani di oggi.

Luca Segalla Musica, febbraio 2013 2013.02
Mon petit Caprice

Ahnungsvol

Dass Gioachino Rossini nach seinem Abschied von der Oper mit 37 Jahren unter Depressionen litt, passt wenig zum Klischee. Mehr schon, dass er in den übrigen 39 Jahren fast nur Klavier- und Vokalmusikstücke mit skurrilen Titeln schrieb, die er "Péchés de vieillesse" nannte. In zwölf dieser ,,Alterssünden" entdeckt der italienische Pianist Marco Marzocchi mit subtilem Sinn und feingestuftem Anschlag eine Melancholie, die dem Miniaturenmeister Chopin ebenbürtig ist. (ES-DUR / Edel). Weit mehr als ein Gag, weisen rätselhaft ausgedünnte Frakturen und Titel wie "Nichts Nr. 10" oder "Romantisches Hackfleisch" zugleich in die Moderne, auf Satie oder Cage voraus.

Michael Stallknecht Süddeutsche Zeitung 8.1.2013 2013.01
Mon petit Caprice

Rossini e la tecnica di Marzocchi

Gioachino Rossini (1792 – 1868) era un tipo proprio speciale. Assai arguto, spiritoso, goloso, innanzitutto. Ma, e questo pochi lo sanno o lo immaginano, anche depresso e malato. Entrava e usciva continuamente   da una depressione che lo affliggeva dal 1829, ossia dal momento in cui decise di non scrivere più per le scene, dopo un trionfale Guillaume Tell, e di ritirarsi nella sua casa di Passy, Parigi. Questo periodo, che terminò colla morte del compositore, fu chiamato il “silenzio”. Ma figurarsi se uno come Rossini poteva starsene in silenzio: non smise mai di comporre, in realtà, ma le sue composizioni furono di carattere salottiero, per pianoforte, per voce e pianoforte, per coro; uniche eccezioni, come grandi composizioni, lo Stabat Mater e la Petite Messe Solennelle.

Nacquero così, in questo “silenzio”, i cosiddetti Péchés de vieillesse, i peccati di vecchiaia, brani dalla fisionomia variegata in cui era sempre e comunque espressa una teatralità, in cui sempre era raccontata una storia, spesso con sfumature ironiche quando non derisorie. Rossini continuava, con o senza intenzione, quella tradizione tutta francese della “pièce de caractère” che nel Settecento aveva trovato la massima espressione nei brani clavicembalistici, soprattutto di François Couperin e Jean-Philippe Rameau. E anche tra i contemporanei di Rossini ci fu chi della “pièce de caractère” fece la sua fortuna: Louis Moreau Gottschalk, che eseguiva in tutto il mondo i propri brani eclettici dal virtuosismo tecnico inarrivabile.

I “peccati” di Rossini, invece, erano riservati a un pubblico privato, i visitatori del suo salotto di Passy, mentre il vecchio compositore era accudito nei suoi malanni dalla fedele e affezionata moglie, l’ex-modella Olympe Pelissier. Che poi, questi ospiti, erano i cantanti, gli artisti, gli scrittori, i cuochi, i compositori che lo veneravano e che non si spiegavano come lui avesse abbandonato le scene: Dumas, Delacroix, Liszt, Verdi, Wagner…

Questi numerosissimi brani hanno spesso anche titoli stravaganti, come “Prélude inoffensif” o “Prélude soi-disant dramatique” o “Un rien”, o “Musique anodine”, “Un petit train de plaisir” ecc. quasi prevenendo Erik Satie e con uno spirito vicino al futuro dadaismo per il gusto dello sberleffo.

Il pianista Marco Marzocchi ha riunito in un CD, edito da ES-DUR (etichetta di C2 Hamburg) nel 2012, alcuni di questi brani pianistici in una felice scelta che mostra la varietà dei caratteri con cui Rossini si trastullava sulla sua tastiera. Spesso sono brani con caratteristiche virtuosistiche fuori del comune.

Inizia in bellezza la galleria il “Petit caprice (style Offenbach)”, omaggio al compositore tedesco parigino d’adozione, come Rossini, che colui tanto ammirava. Il can-can scatenato che ne sortisce fu ripreso, insieme a tanti altri di questi peccati di vecchiaia, da Ottorino Respighi, nel 1919, cinquant’anni dopo la morte del pesarese, che li orchestrò e ne fece un delizioso balletto per Diaghilev: La boutique fantasque.

Il CD continua con tre “Rien”, che proprio rien non sono, vista la difficoltà e l’articolazione dei brani, che secondo il compositore pretenderebbero essere come dei fogli d’album, e poi col “Prélude” estratto dalla “Musique Anodine”, un ciclo di sei romanze per canto e pianoforte su un unico testo di Pietro Metastasio “Mi lagnerò tacendo”, dall’opera “Siroe”. Già questo multiplo esercizio di stile, in cui uno stesso testo prende vita per sei volte in sei caratteri completamente opposti, è un chiaro segnale dada. Segue una “Tarantelle pur sang (avec Traversée de la procession)” dove un gruppo di giovani si scatena in una vorticosa tarantella di strada mentre passa una processione religiosa che viene praticamente ignorata: la vita ha sempre il sopravvento. Sembra quasi il commento a un film muto del primo Novecento e chissà che non sia stato utilizzato all’uopo…

Momento di estasi elegiaca è “Une caresse à ma femme” dove il motivo iniziale sentimentale e tenero viene interrotto da un litigio familiare che però trova presto un arresto con un ritorno alla pace coniugale. Bravissimo, in questo brano, nel passaggio da un carattere all’altro, il pianista Marzocchi.

Una “Valse boiteuse” delizioso pezzo zoppicante potrebbe oggi essere coreografato dai ballerini en travesti del Trockadéro, per l’ironia debordante. “Un Profond Sommeil” e “Un Reveil en Sursaut” sono le due facce del sonno e del risveglio, che vuole ricuperare in fretta il tempo perduto in quel sonno profondo.

Conclude il CD il virtuosismo quasi da moto perpetuo di “Hachis romantique” (Carne macinata romantica)… che stritola ogni cosa.Il pianista Marco Marzocchi si destreggia assai abilmente in questo repertorio variegato e pieno di spunti drammatici, surrogato di quel teatro che probabilmente Rossini aveva abbandonato suo malgrado e che comunque continuava a sopravvivere nella sua vita privata. La sapienza tecnica gli consente di tirar fuori dalla tastiera colori assai interessanti ed effetti assolutamente convincenti: le roulades, i ribattuti, i gruppi, le scale e gli arpeggi, i fraseggi tutti sono magistralmente eseguiti e mettono a disposizione dell’ascoltatore tutta una tavolozza di colori che di raro si ascolta. Avremmo apprezzato, però, di tanto in tanto un pizzico di mistero in più e una vena malinconica che in queste composizioni comunque appaiono come fantasmi, come se Rossini in realtà ci dicesse: “sì, mi diverto a prendere in giro la musica, me stesso e il mondo che ci circonda, ma vi lascio anche intendere un po’ della mia amarezza e della nostalgia di un tempo perduto che non tornerà mai più”. La sottile nebbiolina del disincanto, ecco. Ma è un dettaglio. Grazie a Marco Marzocchi e ad Anna Bonitatibus che gli ha suggerito l’idea.

Massimo Crispi www.gliamicidellamusica.it 3.1.2013 2013.01
OVIEDO | recital Un petit Rendez-vous | La Nueva España

Merienda Rossini

[…] Recta final con «Une caresse à ma femme» delicada en las manos de Marzocchi y el humor siempre presente […]

Pablo Álvarez La Nueva España, 4 de Diciembre 2012 2012.12
OVIEDO | recital Un Petit Rendez-vous | ocio.lne.es

Bonitatibus da vida a Rossini

El recital barroco de la mezzosoprano italiana y el pianista Marzocchi entusiasma al público del auditorio Príncipe Felipe

[…] La selección de obras de Rossini, de la que la cantante es especialista, brilló aún más gracias a las notas del pianista Marco Marzocchi, que formó un tándem perfecto con la artista durante casi una hora y media de concierto. Marzocchi se metió a los espectadores en el bolsillo al inicio de la velada con una obra para piano solo que sirvió de preámbulo a la actuación de la mezzo.
«Divertido» y «sorprendente» fueron dos de los calificativos más repetidos al final de la noche por un auditorio heterogéneo, formado por asiduos del ciclo barroco y jóvenes melómanos […]

E. V. ocio.lne.es, 2 de Diciembre 2012 2012.12
Mon petit Caprice

Fragilità e umanità del “fanciullo” Rossini

Quando è amore vero, si sente. In queste esecuzioni rossiniane l’impressione è che l’interprete cerchi di ricostruire una sorta di affettuosa prima lettura della musica: con gli stupori inattesi, le pause di smarrimento, le tenerezze che dettano rubati e abbandoni, la tinta onirica che induce a lavorare su un ventaglio dinamico piuttosto contenuto, riservato. Le ultime pagine pianistiche di Rossini oggi sono un materiale abbastanza indagato – almeno discograficamente: in pubblico non si ascoltano certo spesso – e non è facile distinguersi tra le numerose (belle) integrali degli irresistibili Péchés de vieillesse. Marzocchi ci riesce fin dalle prime battute, cercando una sorta di dialogo pudico e sedotto con l’astrazione arguta e spesso paradossale di questi deliziosi fogli d’album. Tutto viene preso sul serio, come se dietro il celarsi d’autore e il suo piacere per la boutade pianistico-musicale, Marzocchi volesse far sentire innanzitutto la fragilità e umanità, l’affettività lancinante eppure oramai disincantata, l’incapacità di prendersi sul serio ma anche la sincerità fanciullesca di Rossini. E così ogni pezzo è un gioco di colori acquerellati, di ingenuità danzanti, di false tragedie che si sciolgono in preziose tinte da salotto.

Angelo Foletto Suonare news, novembre 2012 2012.11
Mon petit Caprice

Rossinis Alterssunden werden von immer neuen Interpreten entdeckt, mit mehr oder weniger Kunstfertigkeit eingespielt und dann auf CD angeboten. Ein neuer Stern am Pianistenhimmel in Sachen Rossini ist der Romer Marco Marzocchi, der durch die Sangerin Anna Bonitatibus als Begleiter von „Un Rendez-vous“ auf Rossinis Klavierwerk hingewiesen wurde. Reto Muller berichtete daruber im Mitteilungsblatt Nr. 52 vom Februar 2011. Begeistert von der Vitalitat und Genialitat Rossinis hat Marzocchi jetzt ein kleines, aber feines Album eingespielt.
„Petit Caprice“ bezaubert mit elegantem, leichten Anschlag und perlenden Laufen im Offenbachschen Can-Can Stil. „Un Rien Nr. 1“ kann nur von einem glanzenden Pianisten so komisch und charmant gebracht werden. In „Un Rien Nr. 8“ spielt Marzocchi die romantischen Klange mit hochster Raffinesse, locker, technisch perfekt und in „Un Rien Nr. 10“ nach einfuhlsamem Beginn eine Interpretation voll uberschaumendem Temperament. Das „Prelude“, fast im Walzerschritt, wird mit einem lachelnden Augenzwinkern geboten. Fur die „Tarantelle pur sang“ nimmt der Pianist ein atemberaubendes Tempo, was nur durch fromme Anwandlungen wahrend einer Prozession unterbrochen wird – Comte Ory lasst grusen – eine meisterhafte Ausfuhrung!! Liebevolles, eheliches Geplankel steht im Mittelpunkt von „Une Caresse a ma Femme“; man glaubt Rossinis zartlichen Kuss an Olympe zu spuren. Marzocchi trifft im „Prelude soi-disant dramatique“ den fur Rossinis manchmal schwermutige Stimmung passenden Stil mit ruhigem Ton, im Allegretto-Teil glanzt er mit stupender Leichtigkeit. Mit feiner Komik interpretiert er „Valse boiteuse“. Im Beiheft denkt Reto Muller dabei an den alten Doktor Bartolo, der sich immer noch jung glaubt. Beim Anhoren von „Un Profond Sommeil“ kann man fast das Schnarchen des Schlafers horen, wahrend in „Un Reveil en Sursaut“ hektische Betriebsamkeit herrscht: Tempo, Tempo! Hackfleisch oder Haschisch? Was meinte Rossini mit „Hachis Romantique“? Auf jeden Fall ist das ein abschliesendes Glanzstuck, das einen fast benebelt zurucklasst.
Marco Marzocchi, Klavier, „Mon petit Caprice“. Rossini piano works, 1 CD ES-DUR ES 2038 (68'09").
Booklettext von Reto Muller in d|e|i. CD-Angebot für DRG-Mitglieder siehe Seite 3!

Julia Poser Deutsche Rossini Gesellschaft, Mitteilungsblatt Nr. 57, September 2012 2012.09
„Un petit rendez-vous“

Am 15. Juli folgte unter dem Titel „Un petit rendez-vous“ eine Liedermatinée mit Anna Bonitatibus. Die Sängerin vermochte es großartig, die Spannung zu halten und zu steigern. Ihre Interpretation zahlreicher Lieder Rossinis wurde jedem einzelnen gerecht und machte diesen Vormittag zu einem einzigen Genuss. Marzo Marzocchi begleitete nicht nur einfühlsam, sondern steuerte auch drei Klavierstücke bei. Schade, dass dieses Konzert nicht besser besucht war.
Rossini in Wildbad, Bernd-Rudiger Kern

Deutsche Rossini Gesellschaft, Mitteilungsblatt Nr. 57, September 2012 2012.09
Requiem für eine Schwiegermutter - Rossini in Wildbad

Es war in der Tat eine kleine, aber sehr feine Begegnung mit der Musik, die Rossini in späten Jahren auf seinem Landhaus bei Paris vor Freunden, Kollegen und honorigen Gästen erklingen ließ. Die Arietten, Canzonen oder Lieder verwenden zwar gelegentlich Melodien aus Opernarien und bringen manche Koloratur, sind aber ganz anders geartet, als die Nummern fürs Theater. Was ihnen aber in keiner Weise abgeht, ist der typisch Rossinische Witz und Geist, sind Ironie und unerschöpflicher Einfallsreichtum.
Perlende Leichtigkeit Das macht sie so überaus reizvoll – erst recht in solch animierender Wiedergabe wie durch Anna Bonitatibus und Marco Marzocchi. […]
So vermag sie die perlende Leichtigkeit der Musik Rossinis ebenso effektvoll zu entfalten, wie ihre dramatischen Akzente zwingend zur Wirkung zu bringen. […]
Es spricht sehr für Bonitatibus und ihren Pianisten, dass sie nicht auf knallige und oberflächliche Effekte aus waren, sondern auf der Basis einer genauen und kultivier- ten Vortragsweise mit viel Eleganz diese Stücke präsentierten.
Eine regelrechte Entdeckung waren die Klavierstücke, die Marzocchi mit spürbarer Begeisterung für die Sache und sehr viel Feinsinn spielte. Neben einem kurzen Stück, betitelt „Ein Nichts“, erklangen eine Caprice im Stile Offenbachs, der den „bösen Blick“ gehabt haben soll. Als „Schutz“ davor spielt der Pianist zum Teil nur mit kleinem Finger und Zeigefinger, um dem Teufel die Hörner zu zeigen. Sehr schön und gefühlvoll ist die klingende „Streicheleinheit für meine Frau“ und das „sozusagen dramatische Prélude“ ist ein gewichtiges Charakterstück.
Großer Beifall für Anna Bonitatibus und Marco Marzocchi […] Mit diesen exzellenten Interpreten war das Publikum in Bad Wildbad wirklich zu Hause bei Rossini.

Wolfram Frey PZ-news.de, 2012.18.07 2012.07.18
BELCANTO IM DIENSTE DES AUSDRUCKS

Lied-Recitals mit Anna Bonitatibus und Teresa Berganza

[…] In Marco Marzocchi hat sie einen adäquaten Klavierpartner, der seine dankbare Aufgabe mit Leichtigkeit, Eleganz und rhythmischer Präzision wahrnimmt.. […]

Ekkehard Pluta Opernwelt, 2011.01 2011.01
GIOACHINO ROSSINI Un rendez-vous (Ariette e canzoni)

Anna Bonitatibus, Marco Marzocchi

[…] Ein Glücksfall auch ihr Begleiter Marco Marzocchi – da haben sich die beiden Richtigen gefunden! […]

Ekkehard Pluta RONDO, 2011.11.06 2010.11.06
Anna Bonitatibus: Un Rendez-vous - mit Marco Marzocchi, Klavier (RCA Red Seal)

[…] Mit witzigen Rossini-Melodien erinnert die Mezzosopranistin Anna Bonitatibus an die subtilen Künste ihres Fachs. […]

von Saltzwedel, Johannes Spiegel Online, 2010.10.30 2010.10.30
Auch dunkle Töne

[…] Hier singt sie, subtil begleitet von Marco Marzocchi, mit Leichtigkeit, Wärme und hinreißendem Charme. […]

Gerhard Persche FONO FORUM
Rendezvous mit Arien und lyrischen Oden

HARBURG. Nicht minder brillant auch ihr Begleiter am Klavier. Einfühlsam breitete Marco Marzocchi ihr den Klangteppich aus für ihren Gesang. Aber mehr noch glänzte er durch seine Solostücke "Caprice für Klavier", eine Parodie auf Jaques Offenbach, oder das Preludio C-Dur und nicht zu vergessen die beiden Klavierstücke "Un profond sommeil" und "Le Réveil en sursaut", ein tiefer Schlaf und erschrecktes Erwachen. Nicht ohne zwei Zugaben wurden diese beiden großartigen Interpreten mit starkem Beifall verabschiedet.

(kuj) Hamburger Abendblatt, 04.13.2011 2011.04.13
“un Rendez-vous”. Vingt-trois ariette et canzoni.

Un Rendez-vous Récompense: 5 Diapason Technique: 7/10

[…] Marco Marzocchi, qui touche un piano Fazioli au son très présent, est un partenaire enjoué et charmeur, conscient de la fragilité de ces airs que tout excès suffirait à détruire. […]

Michel Parouty diapason, Octobre 2010 2012.07.18
ROSSINI Un Rendez-vous *****

Se avete un’ora libera, accettate l’invito di Anna Bonitatibus che, assieme al pianista Marco Marzocchi, offre Un Rendez-vous brillante e raffinato […] Per i moderni buongustai un rendez-vous, o in lingua volgare, un’imbandigione servita dai bravi interpreti con grazia pari all’intelligenza

Rubens Tedeschi Amadeus, febbraio 2011 2011.02
ROSSINI RENDEZ-VOUS - ★★★★

[…] Marzocchi accompagna con estremo gusto, levità e luminosità di tocco in ideale simbiosi col canto. […]

Elvio Giudici ClassicVoice, Ottobre 2010 2010.10
ROSSINI « Rendez-vous » ★★★★★

mezzosoprano Anna Bonitatibus pianoforte Marco Marzocchi RCA

[…] Bravissimo il pianista Marco Marzocchi, dal tocco assai fine e dalla vigile complicità, su un inconfondibile Fazioli « Mago Merlino ». Anche se a noi un giorno piacerebbe ascoltare questo Rossini su un Pleyel d’epoca. […]

Maurizio Modugno Musica, novembre 2010 2010.11
I dischi del Sole

Rossini, “Un Rendez-vous”; Anna Bonitatibus, mezzosoprano, Marco Marzocchi, pianoforte; 1 CD RCA

Ecco un disco molto originale e affettuoso, di bravura e sensibilità. Piacerà ai rossiniani, che non possono perderselo, e lascerà incantati tutti gli altri, perché ha un impaginato delicatissimo, 23 numeri tratti dagli ultimi fascicoli del Pesarese, i famosi Peccati di vecchiaia, uno più squisito dell’altro: un corteggiamento, una preghiera, un motto salace, un virtuosismo di scrittura, uno sberleffo al mondo. Anna Bonitatibus li centellina con bravura, intuendo di ciascun brano, anche dei brevissimi, la nascosta fiamma segreta. La voce è limpida, fresca, di malia antica. Al pianoforte l’accompagna complice Marco Marzocchi. Il loro reiterato Mi lagnerò tacendo, in ben sei versioni diverse, è un capolavoro assoluto di divertimento.

Carla Moreni 24 ORE, 03/10/10 2010.10.03
Ariette e canzoni

Il Rossini da camera, maturo di anni ma ancora scapestrato di spirito. Ridanciano e (auto)ironico, ma senza ritegni né pigrizie inventive: su misura del canto schietto e colto della Bonitatibus.

Angelo Foletto la Repubblica, Sabato 2 Ottobre 2010 2010.10.02

Solo un genio totale come Rossini poteva permettersi di scrivere ariette e canzoni, demenziali ante litteram, come «La dichiarazione», «L'amour à Pekin», «Le lazzarone» o «La sottana» (Hai la sottana/stracciata e rotta/ mostri la po.../mostri la po.../mostri la povera tua condizion), oppure svariate versioni dello stesso testo («Mi lagnerò tacendo») l'una diversa dall'altra, infilando in tutto ciò quel gusto, quell'eleganza, quell'ironia e quel beato disincanto. È la musica di un uomo al quale la vita e l'arte hanno ormai insegnato tutto; e di qui sortiscono i problemi dell'interprete. Si trova sul leggio niente più che "bagatelle" eppure, se non le possiede veramente, vi si perde. Ma non è il caso di Anna Bonitatibus, mezzosoprano troppo bravo e intelligente per cadere nel tranello.

Enrico Girardi CORRIERE DELLA SERA, 19 settembre 2010 2010.09.19

Bonitatibus, che Rossini da camera

NAPOLI. […] In programma, accanto al pianoforte dell’efficace Marco Marzocchi e per la prima volta per un pubblico che ne aveva già conosciuto gli esordi lirici al San Carlo, una selezione di perle dal suo ultimo Rossini inciso per la Sony. […]

(p. d. s.) Corriere del Mezzogiorno, 20 aprile 2011 2011.04.20

La grazia è la qualità che più contraddistingue questo cd della Sony-RCA Rendez-vous tra Rossini e la Bonitatibus

[…] La versatile verve vocale e interpretativa della Bonitatibus, sorretta nel suo continuo e funambolico gioco di caratteri dal bravo pianista Marco Marzocchi, ci accompagna in questa visita al salotto di Rossini, un non-luogo che porta in sé tutto il gusto agrodolce del temps perdu, con un'altra virtù, oltre alla già accennata grazia: la leggerezza. […]

Massimo Crispi Gli Amici cella Musica, 01 Marzo 2011 2011.03.01

Gioachino Rossini UN RENDEZ-VOUS, ARIETTE E CANZONI

Samedi Culturel

[…] Le sensible et enjoué Marco Marzocchi l’accompagne sur un piano Fazioli aux couleurs charmeuses et méditerranéennes.

J.S. Le Temps, Samedi 6 novembre 2010 2010.11.06

Anna Bonitatibus, «Un rendez-vous»

CD VOCAL Rossinienne d’exception, la cantatrice italienne Anna Bonitatibus prend Un rendez-vous (CD RCA) avec son compositeur préféré, au fil de 23 Ariette et Canzoni méconnues, qui alternent grâce et humour. Ici une lamentation «sur une seule note», là une «petite mélodie sur la gamme chinoise»: Rossini comme vous ne l’avez jamais entendu, servi par une voix superbe, parfaitement secondée au piano par Marco Marzocchi.

Tribune deGeneve 2010.09.24
Museo in Musica 2011
Concerti nella Chiesa di Ponte Sant'Angelo

Muzička Razglednica iz Rima – Mesec Oktobar 2011

[…] Tu smo slušali najboljeg Rossinija iz njegovog kasnog perioda sa komadima za klavir nastalim za kućno muziciranje i zabavu u Parizu, na tzv. Soareima i upoznali izuzetnog mladog pijanistu Marca Marzocchija, čije veče samo jedno je od niza koncerata svakog vikenda u ovoj metodističkoj crkvici, koji su posvećeni mladim italijanskim umetnicima raznih profila. […]
[…] I, u okviru i ovog festivala, nastupio je već pomenuti sjajni Marco Marzocchi sa delima i Rossinija i maestralnom Lisztovom h-moll Sonatom. Pored ovih pomenutih pijanističkih dešavanja. […]

Доната Премеру Музика Класик / Muzika Klasika, Oktobar 2011 2011.10

« Rendez-vous » Gioacchino Rossini: Ariette et Canzoni

[…] Grâce aussi au piano de Marco Marzocchi, présent et coloré, élégant et suggestif, qui campe, pour chaque mélodie, le climat adéquat. Une belle soirée rossinienne, comme si on y était. […]

Didier van Moere The Classical Music Network, 05/03/2011 2011.05.23
Convincono i due pianisti Biagini e Marzocchi

[…] Il terzo appuntamento del Festival Pianistico Arturo Benedetti Michelangeli - dedicato quest'anno a Brahms, alle sue sinfonie, ai concerti e alla musica da camera - ha visto infatti quest'ultima diventare protagonista per mano dell'affiatatissimo duo pianistico (in carriera e nella vita) Cristina Biagini-Marco Marzocchi […]. Il programma, intelligentemente strutturato, ha alternato l'esecuzione del III e IV quaderno (dalla n.11 alla n.21) tratti dalle celebri 21 Danze Ungheresi originali per pianoforte a quattro mani - che Brahms compose tra il 1852 e il 1869, ispirandosi alla musica popolare tzigana che conobbe e suonò in gioventù e delle canzoni d'amore (Liebeslieder-Walzer op.52 e op.65) che l'autore scrisse tra il 1869 e il 1874.
Fin dalla prima danza si è assaporato il clima, oscillante tra il festoso e il malinconico, proprio della musica tzigana, al quale i due pianisti sono rimasti fedeli attraverso un'interpretazione attentissima al sincronismo (non lontano dalla perfezione) ed estremamente espressiva che ha valorizzato sia l'anima popolaresca che gli effetti della "rivisitazione" colta operata magistralmente da Brahms e influenzata dalla sua fantasiosa e complessa personalità musicale. […]

Anna Peroni Festival Pianistico Arturo Benedetti Michelangeli, Brescia, maggio 2005 2005.05
CD Duo Pianist

SENSUOUS, COMPELLING MUSIC from THE BEST MUSICIANS

Two-piano and 4-Hand music is less available but it is usually OUSTANDING! Here is highly pianistic music that is NOT often heard. Most works on here are sensuous, subtle rhythmic and extremely provocative. Some have said that the Tango from Souvenirs, by Samuel Barber should be played ONLY by people who are married. You can see what they mean. It is so sensuous. The Infante is very Italian and other pieces here are Hispanic. Latin rhythms are PERFECT for 4-hand and two-piano music. ---- The 20-something Biagini & Marzocchi, the pianists, were here in Chicago (Evanston) in July/2003. I heard them. They are technically gifted beyond MOST pianists I've heard. Their interpretations seem very Italian to me. I LOVE this album.

Reviewer: isdynamics from Wilmette, Illinois United States amazon.com, August 1, 2003 2003.08.01
TWO PIANO FIREWORKS

The Italian Piano duo Biagini and Marzocchi performed magnificently at the Chicago duo Piano Festival in the Music Institute's splendid New Nicholas Concert Hall.
Both performers played with great control. Never once was the music overly harsh or brittle,even in fortissimo passages. Synchronization can be a problem in ensemble playing but that was never the case in this concert. The entire program was sensitively played. Biagini and Marzocchi are two outstanding artists that I would like to hear again.

George M. Williams The Chicago Crusader, August 9 2003 2003.08.09
ECCO DUE PIANOFORTI INCANTI DELLA NOTTE

Affiatati , ugualmente sensibili, Cristina ai caldi, sensuali accordi dei bassi e Marco nel registro acuto in cui si concentravano i meravigliosi temi lirici della Fantasia in fa minore di Schubert e della trascrizione dell'Ouverture op. 28 di Mendelssohn non lontani, quest'ultima da varietà di timbri orchestrali.
La versione per due pianoforti di “Un americano a Parigi” di George Gershwin ha sparso d'incanto il suono nell'aria con veri caleidoscopici effetti sinfonici: le mani degli interpreti hanno liberato nel jazz varietà di tocco, di ritmo, di colori in una esecuzione scintillante, culminata nel successivo Capriccio italiano op.48 di Tchajkovskij in cui l'elettrizzante virtuosismo dei pianisti originalmente sentito ed esaltato, ha trascinato con se il pubblico, che non si decideva a lasciare gli artisti ed il giardino.

Paola Pariset Roma, Il Tempo, 25.06.2003 2003.06.25

Preziosità, finezze e amore per i dettagli hanno caratterizzato l'esibizione del duo Biagini-Marzocchi che accanto alle Danze ungheresi di Brahms e alle due scene della Selva Boema di Dvorak, si è cimentato nella trascrizione pianistica del Capriccio Italiano op. 45 di Tchajkovskij declinato con piglio virtuoso in tutti gli ardui passaggi fino all'impeccabile crescendo finale.

Trieste, Patrizia Ferialdi Il Piccolo, 2001 2001

Il meraviglio pianoforte a quattro mani suonato nel teatro della comunità italiana nella città istriana . La straordinaria fusione musicale e la grande comunicatività dei due interpreti è stato evidente nel corso dell'intera performance. Il pubblico ha sentito l'energia che i due musicisti hanno saputo ottenere dal "Capriccio italiano op. 45 "di Tchajkovskij. Il pubblico ha seguito il concerto con visibile emozione ed empatica partecipazione sino al plauso finale.

Verteneglio ( Istria) La Voce del Popolo 11.04, 2001 2001.04.11
CD Czerny/Schubert/Stravinsky

Duo Biagini–Marzocchi. Phoenix Classics

Interpretazione: Ottima

Questo debutto nella discografia classica merita ammirazione.
La raffinatissima ricerca interpretativa basata sul suono offre all'ascoltatore sia in Czerny che in Schubert una visione della componente virtuosistica mai sopra le righe e sempre pervasa da una squisita sensibilità liederistica. Anche in Petrouchka il suono si fa duttile e diventa, insieme al rigore ritmico, sicuro veicolo espressivo di efficaci sensazioni percettive. L'evanescente frivolezza della Ballerina, la deformità e la disperazione di Petrouchka e il fascino del cupo Moro, sembrano materializzarsi con straordinaria energia conducendo l'ascoltatore sino al tragico epilogo. Proprio penso che nel futuro sentiremo ancora parlare (e bene) di questi due giovani interpreti.

Marco Biotti CD CLASSICA, marzo 1999 1999.03

[…] un virtuosismo di pregevole e limpida ispirazione ha caratterizzato l'esecuzione del Duo Biagini-Marzocchi della Grande Sonata Brillante di Carl Czerny. […]

Torino, Pier Carlo Maschera La Nuova, 1997 1997

[…] Un paio di bis chopiniani e poi la piéce de resistance , la Danza del Fuoco di De Falla. Quando si aggredisce così la tastiera , con tanta insolente sicurezza, un sentiero nella giungla del pianismo attuale può dirsi già tracciato, magari, a colpi di machete. […]

Roma -Gina Guandalini L'Umanità, Marzo 1989 1989.03

[…] ha snocciolato con estrema chiarezza i Ventiquattro Preludi op.28 di Chopin . Qui i confronti sono innumerevoli e temibili, ma Marzocchi ha dimostrato una tecnica impavida e sangue freddo.[…]

Roma -Gina Guandalini L'Umanità, Marzo 1989 1989.03

[…] la Fantasia in fa minore di Chopin piena della gentilezza e della verve del tocco dell'esecutore ed una Polacca Eroica esegiuta trionfalmente secondo lo spirito chopiniano. […]

Roma Roma Capitale, maggio 1988 1988.05

[…] La maestria e il brio, la calma e la padronanza dei tasti, oltrechè dei testi, con le quali il Marzocchi ha saputo rispettare lo spirito dei notturni op. 27 di Chopin, le sue atmosfere vellutate e i suoi silenzi, hanno suscitato il vivo interesse del pubblico. […]

Roma Roma Capitale, maggio 1988 1988.05

[…] In questo omaggio a Chopin , Marzocchi ha ulteriolmente evidenziato il suo particolare talento. Tra le interpretazione, tutte applauditissime, hanno riscosso particolari favori la Polacca Eroica in la b maggiore , resa con grande volitività, vitalità e forza di carattere, la Sonata in si minore, nella quale il giovane pianista ha reso tutto il travaglio chopiniano, e la Ballata in sol minore, nella quale Marzocchi ha ben dominato la complessità esecutiva ben integrata con una matura partecipazione psicologica. Possiamo veramente dire che l'autore polacco sia particolarmente congeniale al giovane pianista . […]

Bologna, Silvia Andretta Alla Ribalta , febbraio 1988 1988.02

[…] Marco Marzocchi ha proposto al pubblico una Arabesque di Schumann raffinatissima , dai suoni vellutati ed impalpabili, ricchi di calore e sempre densi di quella inquietudine adoloscenziale che caratterizza l'autore. Seguendo l'evoluzione psicologica di Schumann ,il giovane artista ha poi interpretato la Kreisleriana di forte partecipazione emotiva , in cui risalta il chiaroscuro di drammaticità e di estasi. Il tutto reso da un pianismo disinvolto ed esperto che denota un talento di notevole spicco. […]

Bologna, F.R. Alla Ribalta dicembre 1987 1987.12

[…] Marco Marzocchi ha richiamato intensamente l'attenzione sulla sua sensibilità di pianista vigoroso e all'occorrenza delicatissimo nella Sonata n. 2 di Prokofiev . […]

Roma – Erasmo Valente Il Tempo, ottobre 1987 1987.10

[…] Un vero omaggio al sentimento il concerti di Marzocchi. Il programma ha consentito all'autore di porre in chiara evidenza tutte le risorse di suo autentico pianismo, impegnato in un gioco di equilibrio e di piani che gli fanno molto onore. […]

Rieti, Giovanni Marconicchio Il Tempo ,maggio 1986 1986.05
Sulmona

[…] Marco Marzocchi ha veramente stupito per sicurezza tecnica ed interpretativa della Sonata n. 3 di Prokofiev. […]

Ezio Barcone Il Tempo, ottobre 1985 1985.10